Ciao Walter,grazie intanto per avermi risposto..intanto ti spiego perchè mi sono iscritta...
ultimamente mi sto interessando ad un approccio formativo di tipo E-learning (naturalmente in modalità blended)dopo aver vissuto un'esperienza di questo tipo nella mia università (roma3)..all'indirizzo www.masterrisorseumane.it si può vedere il lavoro da noi svolto in piattaforma.Ho contattato per e-mail Giuseppe Granieri(come ben saprai è un esperto di comunicazione e culture digitali).E gli ho scritto un'email:
Salve,
> > sono una studentessa di roma3 iscritta al secono anno all' indirizzo
> > "formazione e sviluppo delle risorse umane" .Avevo pensato di scriverle
> > perchè stiamo studiando proprio il suo libro "la società digitale"per
> > l'esame del "laboratorio di scrittura digitale".Trovo il suo libro molto
> > interessante e il suo modo di scrivere molto piacevole.Ultimamente mi sto
> > interessando al concetto di E-learning e non soltanto,mi sono soffermata a
> > pensare all differenza tra E-learning e E-teaching e scrivendo sul sito
> > www.masterrisorseumane.it ne ho tratto queste conclusioni dopo aver vissuto
> > un'esperienza di E-learning senza pari:
> >
> > "Personalmente non ho mai avuto esperienze di e-teaching e dopo aver
> > condiviso quest'esperienza di e-learning potrei forse prediligere un
> > approccio individualista rispetto ad una logica che lo supera
> > irrimediabilmente ,finalizzata alla soluzione di un compito,dove ognuno si
> > sente responsabile del proprio operato e di quello di tutti gli altri membri
> > del gruppo?Potrei rinunciare ad un tipo di apprendimento dove "l'altro"
> > diviene una persona con cui attivare scambi dialogici ?
> > Forse è vero che in un apprendimento e-teaching non vi è alcun tipo di
> > diffidenza iniziale ,ma cos'è la diffidenza iniziale dell'e-learning se non
> > un processo di maturazione dalla dipendenza all'autonomia?Abbiamo dato il
> > meglio di noi in questa esperienza facendo leva sulle nostre capacità
> > individuali ma contenendole e mai soffocandole entro i confini di un "noi"
> > condiviso;cementando un forte senso di appartenenza non solo al gruppo ma
> > all'intero processo di apprendimento in rete secondo il nuovo modello: "
> > apprendo io se apprendi tu" in cui "il risultato è sempre più della somma
> > delle parti":
> >
> > "La cooperazione di gruppo, mediante la quale ciascuno perviene a
> > condividere significati, pertinenza e importanza concettuali,
> > favorisce l'emergere della comprensione, anche se alcuni membri
> > del gruppo non sono ancora capaci di piena partecipazione.
> > L'esteriorizzazione del pensiero sotto forma di dialogo consente ai
> > principianti di apprendere dal contributo dei più esperti."
> >
> > L. Brown, " I progressi dell'apprendimento", 1996
> >
> > Si è riusciti a riportare il vecchio sapere codificato in rete attraverso
> > l'e-teaching quando quella dell'e-learning è un'esperienza innovativa che
> > rende tangibili tutti i nuovi orizzonti di apprendimento.Abbiamo respirato
> > aria nuova ma siamo riusciti a toccarla con mano attraverso il vero
> > e-learning."
> >
> >
> > Vorrei sapere prima di tutto cosa pensa di una logica di E-learning e se
> > pensa che possa prescindere da una modalità di tipo Blended.
> >
> >
> > Vorrei sinceramente continuare ad avere scambi di informazioni e pareri con
> > lei e in seguito se è interessato esporle un progetto creato all'interno di
> > un corso di FAD da un gruppo di 6studenti(compresa io).Il progetto è
> > denominato "Intendersi in rete" ed è rivolto a formatori che devono
> > confrontarsi con il nuovo tipo di apprendimento e dalle continue evoluzioni
> > nel campo della formazione e vorremmo quindi creare una piattaforma
> > on-line..ma di questo le parlerò in seguito e forse la pregheremo di farci
> > approfittare delle sue competenze...
> > grazie in anticipo per la risposta
Ora lui gentilmente mi ha segnalato questo sito...dopo quello che mi hai scritto mi rendo conto che la sua è stata una risposta alla mia necessità di creare una piattaforma per il progetto "Intendersi in rete"secondo te è così?grazie
simo
Ciao Simona, ben venuta intanto...
Sinteticamente e forse banalmente diciamo che ci sono 2 principali approcci alla realtà virtuale:
- Il primo come estensione di una realtà fisica, capacità di realizzare reti, discussioni, conferenze, uno strumento potente di interazione tra persone che spesso si relazionano per affinità professionali o culturali, e questo è l'approccio che puoi trovare in unAcademy e nei progetti paralleli. Di conseguenza, non conoscerai quì in unAcademy solo avatar, ma quasi sempre il nome e cognome dell'individuo a cui corrisponde l'avatar e che second life o i metaversi rappresentano un continuum delle sue attività professionali.
- Il secondo approccio è di gioco, estraniazione, di realtà parallela, fatto di avatar che sono più restii a celare la loro identità (che comunque è un diritto da rispettare) e in ogni caso se lo fanno nell'economia delle loro relazioni in SL non è rilevante.
Nel primo caso quindi quello che tu definisci "questo mondo" non è niente altro che un'estensione del "nostro mondo", nel secondo caso "questo mondo" è una delle tante possibili fantasticazioni, giochi di ruolo, o altro.
Nel primo caso volentieri potrei darti una mano, nel secondo caso personalmente non saprei da dove iniziare. Walter
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ultimamente mi sto interessando ad un approccio formativo di tipo E-learning (naturalmente in modalità blended)dopo aver vissuto un'esperienza di questo tipo nella mia università (roma3)..all'indirizzo www.masterrisorseumane.it si può vedere il lavoro da noi svolto in piattaforma.Ho contattato per e-mail Giuseppe Granieri(come ben saprai è un esperto di comunicazione e culture digitali).E gli ho scritto un'email:
Salve,
> > sono una studentessa di roma3 iscritta al secono anno all' indirizzo
> > "formazione e sviluppo delle risorse umane" .Avevo pensato di scriverle
> > perchè stiamo studiando proprio il suo libro "la società digitale"per
> > l'esame del "laboratorio di scrittura digitale".Trovo il suo libro molto
> > interessante e il suo modo di scrivere molto piacevole.Ultimamente mi sto
> > interessando al concetto di E-learning e non soltanto,mi sono soffermata a
> > pensare all differenza tra E-learning e E-teaching e scrivendo sul sito
> > www.masterrisorseumane.it ne ho tratto queste conclusioni dopo aver vissuto
> > un'esperienza di E-learning senza pari:
> >
> > "Personalmente non ho mai avuto esperienze di e-teaching e dopo aver
> > condiviso quest'esperienza di e-learning potrei forse prediligere un
> > approccio individualista rispetto ad una logica che lo supera
> > irrimediabilmente ,finalizzata alla soluzione di un compito,dove ognuno si
> > sente responsabile del proprio operato e di quello di tutti gli altri membri
> > del gruppo?Potrei rinunciare ad un tipo di apprendimento dove "l'altro"
> > diviene una persona con cui attivare scambi dialogici ?
> > Forse è vero che in un apprendimento e-teaching non vi è alcun tipo di
> > diffidenza iniziale ,ma cos'è la diffidenza iniziale dell'e-learning se non
> > un processo di maturazione dalla dipendenza all'autonomia?Abbiamo dato il
> > meglio di noi in questa esperienza facendo leva sulle nostre capacità
> > individuali ma contenendole e mai soffocandole entro i confini di un "noi"
> > condiviso;cementando un forte senso di appartenenza non solo al gruppo ma
> > all'intero processo di apprendimento in rete secondo il nuovo modello: "
> > apprendo io se apprendi tu" in cui "il risultato è sempre più della somma
> > delle parti":
> >
> > "La cooperazione di gruppo, mediante la quale ciascuno perviene a
> > condividere significati, pertinenza e importanza concettuali,
> > favorisce l'emergere della comprensione, anche se alcuni membri
> > del gruppo non sono ancora capaci di piena partecipazione.
> > L'esteriorizzazione del pensiero sotto forma di dialogo consente ai
> > principianti di apprendere dal contributo dei più esperti."
> >
> > L. Brown, " I progressi dell'apprendimento", 1996
> >
> > Si è riusciti a riportare il vecchio sapere codificato in rete attraverso
> > l'e-teaching quando quella dell'e-learning è un'esperienza innovativa che
> > rende tangibili tutti i nuovi orizzonti di apprendimento.Abbiamo respirato
> > aria nuova ma siamo riusciti a toccarla con mano attraverso il vero
> > e-learning."
> >
> >
> > Vorrei sapere prima di tutto cosa pensa di una logica di E-learning e se
> > pensa che possa prescindere da una modalità di tipo Blended.
> >
> >
> > Vorrei sinceramente continuare ad avere scambi di informazioni e pareri con
> > lei e in seguito se è interessato esporle un progetto creato all'interno di
> > un corso di FAD da un gruppo di 6studenti(compresa io).Il progetto è
> > denominato "Intendersi in rete" ed è rivolto a formatori che devono
> > confrontarsi con il nuovo tipo di apprendimento e dalle continue evoluzioni
> > nel campo della formazione e vorremmo quindi creare una piattaforma
> > on-line..ma di questo le parlerò in seguito e forse la pregheremo di farci
> > approfittare delle sue competenze...
> > grazie in anticipo per la risposta
Ora lui gentilmente mi ha segnalato questo sito...dopo quello che mi hai scritto mi rendo conto che la sua è stata una risposta alla mia necessità di creare una piattaforma per il progetto "Intendersi in rete"secondo te è così?grazie
simo
Sinteticamente e forse banalmente diciamo che ci sono 2 principali approcci alla realtà virtuale:
- Il primo come estensione di una realtà fisica, capacità di realizzare reti, discussioni, conferenze, uno strumento potente di interazione tra persone che spesso si relazionano per affinità professionali o culturali, e questo è l'approccio che puoi trovare in unAcademy e nei progetti paralleli. Di conseguenza, non conoscerai quì in unAcademy solo avatar, ma quasi sempre il nome e cognome dell'individuo a cui corrisponde l'avatar e che second life o i metaversi rappresentano un continuum delle sue attività professionali.
- Il secondo approccio è di gioco, estraniazione, di realtà parallela, fatto di avatar che sono più restii a celare la loro identità (che comunque è un diritto da rispettare) e in ogni caso se lo fanno nell'economia delle loro relazioni in SL non è rilevante.
Nel primo caso quindi quello che tu definisci "questo mondo" non è niente altro che un'estensione del "nostro mondo", nel secondo caso "questo mondo" è una delle tante possibili fantasticazioni, giochi di ruolo, o altro.
Nel primo caso volentieri potrei darti una mano, nel secondo caso personalmente non saprei da dove iniziare. Walter