Replied Jun. 9, 2008
Started this discussion. Last reply by Estel Oct. 1, 2008.
Started by Cristian Mazzoni Jan 9.
Started by Eleonora Porta Dec. 19, 2008.
Started by Elena Barracco Oct. 1, 2008.
© 2009 Created by Junikiro Jun on Ning. Create Your Own Social Network
Comment Wall (2 comments)
You need to be a member of unAcademy to add comments!
Join this social network
ultimamente mi sto interessando ad un approccio formativo di tipo E-learning (naturalmente in modalità blended)dopo aver vissuto un'esperienza di questo tipo nella mia università (roma3)..all'indirizzo www.masterrisorseumane.it si può vedere il lavoro da noi svolto in piattaforma.Ho contattato per e-mail Giuseppe Granieri(come ben saprai è un esperto di comunicazione e culture digitali).E gli ho scritto un'email:
Salve,
> > sono una studentessa di roma3 iscritta al secono anno all' indirizzo
> > "formazione e sviluppo delle risorse umane" .Avevo pensato di scriverle
> > perchè stiamo studiando proprio il suo libro "la società digitale"per
> > l'esame del "laboratorio di scrittura digitale".Trovo il suo libro molto
> > interessante e il suo modo di scrivere molto piacevole.Ultimamente mi sto
> > interessando al concetto di E-learning e non soltanto,mi sono soffermata a
> > pensare all differenza tra E-learning e E-teaching e scrivendo sul sito
> > www.masterrisorseumane.it ne ho tratto queste conclusioni dopo aver vissuto
> > un'esperienza di E-learning senza pari:
> >
> > "Personalmente non ho mai avuto esperienze di e-teaching e dopo aver
> > condiviso quest'esperienza di e-learning potrei forse prediligere un
> > approccio individualista rispetto ad una logica che lo supera
> > irrimediabilmente ,finalizzata alla soluzione di un compito,dove ognuno si
> > sente responsabile del proprio operato e di quello di tutti gli altri membri
> > del gruppo?Potrei rinunciare ad un tipo di apprendimento dove "l'altro"
> > diviene una persona con cui attivare scambi dialogici ?
> > Forse è vero che in un apprendimento e-teaching non vi è alcun tipo di
> > diffidenza iniziale ,ma cos'è la diffidenza iniziale dell'e-learning se non
> > un processo di maturazione dalla dipendenza all'autonomia?Abbiamo dato il
> > meglio di noi in questa esperienza facendo leva sulle nostre capacità
> > individuali ma contenendole e mai soffocandole entro i confini di un "noi"
> > condiviso;cementando un forte senso di appartenenza non solo al gruppo ma
> > all'intero processo di apprendimento in rete secondo il nuovo modello: "
> > apprendo io se apprendi tu" in cui "il risultato è sempre più della somma
> > delle parti":
> >
> > "La cooperazione di gruppo, mediante la quale ciascuno perviene a
> > condividere significati, pertinenza e importanza concettuali,
> > favorisce l'emergere della comprensione, anche se alcuni membri
> > del gruppo non sono ancora capaci di piena partecipazione.
> > L'esteriorizzazione del pensiero sotto forma di dialogo consente ai
> > principianti di apprendere dal contributo dei più esperti."
> >
> > L. Brown, " I progressi dell'apprendimento", 1996
> >
> > Si è riusciti a riportare il vecchio sapere codificato in rete attraverso
> > l'e-teaching quando quella dell'e-learning è un'esperienza innovativa che
> > rende tangibili tutti i nuovi orizzonti di apprendimento.Abbiamo respirato
> > aria nuova ma siamo riusciti a toccarla con mano attraverso il vero
> > e-learning."
> >
> >
> > Vorrei sapere prima di tutto cosa pensa di una logica di E-learning e se
> > pensa che possa prescindere da una modalità di tipo Blended.
> >
> >
> > Vorrei sinceramente continuare ad avere scambi di informazioni e pareri con
> > lei e in seguito se è interessato esporle un progetto creato all'interno di
> > un corso di FAD da un gruppo di 6studenti(compresa io).Il progetto è
> > denominato "Intendersi in rete" ed è rivolto a formatori che devono
> > confrontarsi con il nuovo tipo di apprendimento e dalle continue evoluzioni
> > nel campo della formazione e vorremmo quindi creare una piattaforma
> > on-line..ma di questo le parlerò in seguito e forse la pregheremo di farci
> > approfittare delle sue competenze...
> > grazie in anticipo per la risposta
Ora lui gentilmente mi ha segnalato questo sito...dopo quello che mi hai scritto mi rendo conto che la sua è stata una risposta alla mia necessità di creare una piattaforma per il progetto "Intendersi in rete"secondo te è così?grazie
simo
Sinteticamente e forse banalmente diciamo che ci sono 2 principali approcci alla realtà virtuale:
- Il primo come estensione di una realtà fisica, capacità di realizzare reti, discussioni, conferenze, uno strumento potente di interazione tra persone che spesso si relazionano per affinità professionali o culturali, e questo è l'approccio che puoi trovare in unAcademy e nei progetti paralleli. Di conseguenza, non conoscerai quì in unAcademy solo avatar, ma quasi sempre il nome e cognome dell'individuo a cui corrisponde l'avatar e che second life o i metaversi rappresentano un continuum delle sue attività professionali.
- Il secondo approccio è di gioco, estraniazione, di realtà parallela, fatto di avatar che sono più restii a celare la loro identità (che comunque è un diritto da rispettare) e in ogni caso se lo fanno nell'economia delle loro relazioni in SL non è rilevante.
Nel primo caso quindi quello che tu definisci "questo mondo" non è niente altro che un'estensione del "nostro mondo", nel secondo caso "questo mondo" è una delle tante possibili fantasticazioni, giochi di ruolo, o altro.
Nel primo caso volentieri potrei darti una mano, nel secondo caso personalmente non saprei da dove iniziare. Walter